Altri criteri di sceltaForma del diamante.
La forma del diamante dipende, il più delle volte,
dalla forma della pietra grezza.
Il taglio più richiesto dal mercato è quello round.
Esso può essere ottenuto facilmente con pietre grezze, dette sawable 1 e sawable 2, ovvero pietre
grezze di forma cubica abbastanza regolare. Le pietre grezze di forma
irregolare, invece, sono dette makeable 1 e makeable 2.
Per ottenere un taglio rotondo da queste pietre si può arrivare a perdere più
del 65% del peso della pietra grezza; per questo motivo dalle makeable è preferibile ottenere altri generi di
tagli come pear, oval,
marquise e heart.
Infine ci sono pietre grezze dalla forma molto piatta dette flats
dalle quali, l’80% delle volte, si ricavano tagli emerald
e asscher.

Taglio a brillante:
La forma round è quella più richiesta dal mercato. Un diamante rotondo
con 58 faccette (33+25), ne possiede 33 sulla corona e 25 sul padiglione.
Questa forma e la disposizione delle faccette sono studiate per massimizzare la
brillantezza, lo scintillìo e la bellezza di un
diamante.
Brillantezza:
Luce bianca riflessa attraverso la parte superiore di un diamante. Se un
diamante viene tagliato nelle giuste proporzioni, si avrà una maggiore
riflessione della luce dalle faccette, con conseguente aumento della
brillantezza.
Castone:
Una faccetta nella parte inferiore di un diamante. È preferibile avere un
diamante con castone medio-piccolo. Se il castone è
grande si ha l’impressione che vi sia un foro nella parte inferiore della
pietra, a causa dello sparpagliamento della luce. Se manca il castone, il
diamante si può danneggiare con maggior facilità.
Profondità:
Equivale all’altezza di un diamante misurata dal castone (faccia inferiore)
alla tavola (faccia superiore).
Percentuale di profondità:
Equivale all’altezza di un diamante misurata dal castone alla tavola, diviso
per la larghezza del diamante. La percentuale di profondità è critica per la
brillantezza e il fuoco di un diamante. Una percentuale di profondità troppo
bassa o troppo alta provocherà uno sparpagliamento della luce uscente dalla
pietra, con conseguente diminuzione dello scintillìo.
Faccetta:
Le superfici piane levigate di un diamante. Ad esempio, un diamante con taglio
a brillante rotondo è costituito da 58 faccette, quando si considera anche il
castone.
Fuoco:
Luce colorata riflessa da un diamante. La luce bianca che passa attraverso una
pietra viene separata nei colori dell’arcobaleno proprio come un prisma. Un
buon fuoco si puo’ ottenere soltanto con un taglio
eseguito secondo ottime proporzioni. In commercio il fuoco viene talvolta
chiamato “rifrazione” o più spesso “dispersione”.
Tavola:
La grande faccetta piana superiore di un diamante. Se la tavola è troppo grande
o troppo piccola, il diamante non sarà ben proporzionato, a discapito del fuoco
e della brillantezza.
Percentuale della tavola :
Equivale alla larghezza della tavola divisa per il diametro totale del
diamante. La percentuale della tavola è critica per lo scintillio e il fuoco di
un diamante.
Cintura:
Corrisponde alla stretta striscia intorno alla circonferenza esterna di un
diamante. Il gioielliere tiene di solito il diamante per la cintura. Le cinture
possono essere grezze (sembrano smerigliate) o sfaccettate (levigate come il
resto del diamante).
Padiglione:
La metà inferiore di un diamante, dalla cintura inferiore al castone sulla
punta inferiore. Se il padiglione è troppo alto o troppo basso, si avrà
sparpagliamento della luce, con conseguente diminuzione del fuoco e della
brillantezza.
Punto:
Corrisponde alla misura di peso dei diamanti. Un punto equivale a 1/100° di
carato. Un diamante che pesa 0,50 carati si dice che pesa 50 punti. Questo non
si riferisce al numero di faccette.
Lucentezza:
Un modo di classificare la finitura esterna di una pietra. Il livello di
lucentezza varia da mediocre ad eccellente. È fondamentale avere una buona
lucentezza per massimizzare la brillantezza di un diamante, ma occorre un
occhio esperto per vedere la differenza tra vari livelli di lucentezza. È
normale avere faccette supplementari per rimuovere parte di una irregolarità,
come nel caso delle tracce granulose, visibili solo con la lente
d’ingrandimento o al microscopio.
Fluorescenza:
Coincide con lo Scintillìo; solitamente di colore
bluastro, emanato da certi diamanti quando vengono esposti alla luce ultravioletta.
Scintillio:
La combinazione di fuoco (dispersione) e brillantezza. La quantità di luce che
viene riflessa da un diamante quando viene spostato. Talvolta viene indicato
con “scintillazione”, specialmente dai vecchi commercianti.
Simmetria:
Una classificazione dell’uniformità complessiva del taglio di una pietra, che
può variare da mediocre a ottima. Una simmetria mediocre inciderà sullo
scintillio e sul fuoco di un diamante a causa della ridotta luce che attraversa
la pietra. Raccomandiamo unicamente diamanti con un livello di simmetria da
buono a ottimo.
Attenzione ai diamanti clarity
enhanced!!!
I diamanti clarity enhanced o diamanti laser sono diamanti naturali, lavorati
con laser tecnologici. Il principio del clarity enhancement consiste nel rendere invisibili le imperfezioni
naturali del diamante grazie ad una lavorazione a laser all’interno dei
laboratori. Quasi tutti i diamanti presentano incrinature e imperfezioni
interne naturali che ne determinano il colore e la purezza. Il processo del clarity enhancement elimina le
imperfezioni aumentando la luminosità del diamante.